PRESENTAZIONE STAGIONE

Il progetto artistico 2022 costituisce il primo atto della progettualità che la Società Amici della Musica di Verona ha elaborato per il triennio ‘22/24. La programmazione della Società si sviluppa cercando di coniugare la funzione museale che deriva dalla propria storia con la necessità di evolvere, di cercare nuove strade, soprattutto, nuovo pubblico. Connotato saliente del programma 2022 è la conferma, da parte dei partner con i quali abbiamo avviato rapporti di collaborazione, di proseguire in tale esperienza. La speranza è che questo divenga modello se non addirittura sistema per quanti operano nella produzione e nella diffusione di musica colta dal vivo, un’attività che soffre di ataviche difficoltà esacerbate dal dramma della pandemia. Non a caso il titolo della progettualità è: “AVVICINARE LA MUSICA COLTA AI GIOVANI E AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA COLTA - FARE MUSICA AI TEMPI DEL COVID”. L’evento pandemico ha evidenziato i limiti strutturali nella composizione del pubblico tradizionalmente destinatario degli eventi musicali proposti dalla Società, largamente costituita da anziani. La pandemia e, forse, ancora di più la sua narrazione, hanno impattato pesantemente sotto il profilo psicologico-emotivo con tanta parte del pubblico e questo ha determinando un calo di abbonamenti legato al grado di fragilità degli abbonati stessi e/o dei loro famigliari. Tutto ciò rende improcrastinabile perseguire l’intento insito nel titolo del progetto, naturale evoluzione strategica del precedente triennale intitolato “Musica colta patrimonio delle future generazioni?”. Si tratta di impresa improba in quanto la realtà della maggioranza dei giovani è di essere stati progressivamente relegati in una dimensione esistenziale vieppiù virtuale, complici lo tsunami della pandemia, i tanti mesi di DAD e l’evoluzione degli infiniti devices di cui sono letteralmente avvolti. Tre sono le direttrici lungo le quali ci muoveremo per cercare di rendere efficaci le nostre proposte: CONTENUTI, CONTESTI, ACCESSIBILTÀ. Contenuti, ossia repertorio, linguaggi ecc. Contesti, ossia location, orari, durata degli eventi, rapporti con altri linguaggi come mediazioni verbali, supporti multimediali ecc. Accessibilità, ossia utilizzo di aggiornati sistemi di informazione ed, eventualmente, di riproduzione degli eventi (streaming ecc), adeguata politica dei prezzi, di intercettazione e di fidelizzazione dei giovani. Denominatore comune strategico nella realizzazione degli eventi in programma sarà il coinvolgimento di giovani interpreti di grande qualità affiancati ad artisti di fama in contesti di pregio e nell’ambito di protocolli d’intesa siglati con importanti Istituzioni Culturali che, al pari nostro, hanno a cuore la cultura della musica nella sua più nobile accezione. Protocolli d’intesa che di anno in anno crescono di quantità e qualità e certamente contribuiscono a realizzare quella RETE FUNZIONALE fra istituzioni da più parti auspicata e che, date le incognite del momento, si rende vieppiù necessaria. Storiche sono le collaborazioni con l’Università degli Studi di Verona, il  Conservatorio Statale di Musica di Verona, l’Amministrazione Comunale di Verona-Sistema Museale di Verona, la Steinway Society di Verona, la Società Letteraria di Verona, il Premio Internazionale Trio di Trieste, il Verona Piano International Competition, l’Orchestra da Camera di Mantova, le Associazione Amici della Musica di Padova, Treviso, Belluno, Monfalcone, Asolo Musica e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Inedita e di grande rilevo l’intesa siglata di recente con Gaspari Foundation che consente al giovane ensemble L’Appassionata di esprimere tutto il suo eccellente talento progettuale ed esecutivo. Il tutto poggia su una struttura progettuale articolata come di seguito:

N.1“MUSICA COLTA SD MUSICA POPOLARE - DA BEETHOVEN A BARTÓK” Esiste un fil rouge che collega in maniera biunivoca la musica popolare e la musica colta. Per musica popolare qui si intende, per sommi capi, quella che nei secoli è nata e vissuta nelle piazze, nelle osterie, nelle campagne e per musica colta si intende quella destinata prima al culto e poi al diletto di nobili, borghesi e vieppiù ceti popolari. Indagare questo nesso nelle musiche e nei compositori europei sino alla prima Scuola di Vienna è ovviamente abbastanza agevole, più arduo ma anche stimolante farlo nella tormentata evoluzione delle forme e dei linguaggi che hanno caratterizzato la storia del XIX e XX secolo; romanticismo, scuole nazionali, seconda scuola di Vienna, e poi le avanguardie succedutesi nel novecento per giungere agli esiti più sofferti e sofferenti della contemporaneità, nella quale la dissoluzione dei generi, la forsennata riproducibilità tecnologica delle opere d’arte e il definitivo tramonto dell’eurocentrismo culturale pongono interrogativi, nel merito di questo rapporto, lungi da trovare esaurienti e sensate risposte. Delineato così può sembrare un compito immane e lo è! Per questo il perimetro geografico e temporale nel quale vogliamo sviluppare il progetto è l’Europa fra la prima e la seconda scuola di Vienna. Poco più di un secolo ma così ricco di inarrivabili capolavori, anche limitatamente all’organico cameristico che caratterizza la mostra produzione, da non avere pari. Da Beethoven a Bartók è il lapidario sottotitolo del progetto. Se ai più è noto l’interesse di Bartók per la musica popolare tanto da essere considerato un eminente etnomusicologo oltre che compositore, meno si sa dell’interesse di Beethoven per quel genere se non che a partire dal 1803 Beethoven ha arrangiato centosettanta canti popolari di diverse nazioni europee, in particolare scozzesi e irlandesi. Inizia questi lavori in seguito ad una lettera in cui l’editore George Thomson, già amico di Haydn, gli chiede di arrangiare alcuni brani popolari nazionali. L’apparato musicale di gran parte di queste composizioni è Voci e Trio, cioè una o più voci, violino, violoncello e pianoforte. Anche nelle opere di Brahms, Schubert, Schumann cercheremo di scorgere l’intrigante nesso fra musica popolare e musica colta che nella biografia del grande compositore amburghese è significativamente siglata dall’influenza che ebbe nella sua iniziazione musicale il padre, musicista popolare. Per finire Bartók, il cui interesse verso la musica popolare divenne per molta avanguardia del novecento autentico manifesto. 

N 2 “INTEGRALE 32 SONATE PER PIANOFORTE DI LUDWIG VAN BEETHOVEN” Dalle 3 sonate dell’op. 2 alla sonata op. 111. Inutile sottolineare il senso di questa scelta; nei lavori per pianoforte di Beethoven si possono ravvisare segni di tanta strada del linguaggio musicale e dell’ispirazione da rimanere ancora oggi per tanti versi meta ardua per gli esecutori e infinito stimolo per gli ascoltatori. Il monumentale progetto si realizzerà coinvolgendo spazi e soggetti altamente qualificati del territorio come Conservatorio, Steinway Society e Università. 

N.3 “MELOLOGO DA CAMERA -DA JOHANN ERNST EBERLIN AD ARNOLD SCHOENBERG” Per melologo si designa un genere di composizione nel quale una semplice recitazione, più o meno libera, d'un testo letterario (poetico più spesso che prosastico) è accompagnata da una sincronica parafrasi strumentale. Buona diffusione ha il melologo anche in ambito cameristico: Schubert, Schumann e il giovane Wagner si misurano con questo genere. In alcune composizioni lisztiane troviamo un incontro tra declamato e accompagnamento musicale (testi di Gottfried August Bürger, Nikolaus Lenau, Moritz Jokai, Aleksej Tolstoj e altri). Il genere interessa, fra gli altri, Debussy, Stravinskij, Prokofev, Britten, Walton, Milhaud, Honegger. Nella Scuola di Vienna, lo schema del melologo unito al canto antiromantico da’ vita allo Sprechgesang (Pierrot Lunaire di Arnold Schönberg). 

N.4 “ANCORA NOVECENTO” Il secolo breve, capolinea dell’eurocentrismo, del linguaggio musicale, meglio, dei linguaggi musicali tout court, e, insieme, punto di partenza per nuovi percorsi di confronto e di contaminazione che interessano gli stessi approcci cognitivi e sensoriali del pensare, del creare, del comunicare prima ancora che del fare musica. A quante domande, disseminate nei capolavori della musica da camera di questo secolo, dobbiamo ancora risposta! Ed è con questo spirito, di ammirati esploratori, che ci muoveremo per ri-scoprire la ricchezza di colori, timbri, forme, sensi e significati nascosti nella produzione cameristica del novecento.

N°5 “MUSICA DI CONFINE” Esplorare i punti di contatto e di contaminazione fra poesia, musica d’arte, jazz e musica leggera, contatti e contaminazioni che sfidano confini fra generi musicali e modalità creative e comunicative, ma anche fra matrici linguistiche e definizioni territoriali che mostrano ogni giorno di più la loro natura di steccati ideologici non più attuali. 

N°6 “SUPPORTI MULTIMEDIALI AI CONCERTI” Almeno in un evento per stagione, sia pure nel rispetto della liturgia propria del concerto, verranno implementate all’esecuzione tutte le risorse attualmente disponibili nelle tecnologie di supporto visivo alla performance grazie al contributo della giovane azienda Eurika, nostra sostenitrice in questo ambito progettuale. Ciò nell’intento di rendere meglio fruibile l’evento al pubblico, soprattutto al pubblico giovanile, così avvezzo quando non addirittura dipendente, da tale modalità percettiva. 

N.7 “SOLI” è una singolare rassegna di concerti di giovani musicisti di grande bravura che ha luogo nella splendida cornice del Monastero del Bene Comune di Sezano e che riscuote interesse e notevoli consensi da parte del pubblico. Soli perché è una rassegna di strumenti che suonano da soli dando modo di apprezzare una letteratura di raro ascolto e di pregevole fattura; soli perché vengono realizzati tra fine maggio e fine giugno, attorno al solstizio d’estate, attorno alla Festa Europea della Musica con l’auspicio di un futuro più luminoso per chi intenda avviarsi alla professione della musica. 

N.8 “MUSICA NELLA RELAZIONE D’AIUTO” Non appena le condizioni epidemiche lo renderanno possibile si riprenderà a proporre eventi musicali nell’ambito della relazione d’aiuto, in collaborazione con il Conservatorio ed in particolare con il Dipartimento di Musicoterapia; saranno concerti nelle case di riposo e in strutture assistenziali, con l’intento di evidenziare la sensibilità verso il solidale, il sociale da parte dei musicisti e le straordinarie capacità terapeutiche del linguaggio musicale.

N.9 “EDUCARE ALLA MUSICA CON LA MUSICA - EVENTI PER IL MONDO DELLA SCUOLA” L’intento è vieppiù di qualificare e dare sistematicità a questa attività che verrà realizzata, oltre che dai giovani artisti che si stanno formando o si sono formati nel conservatorio cittadino, anche da docenti esperti e, una volta all’anno, da un artista del nostro cartellone; un’artista che accompagnerà, con la sua maestria e il suo carisma, i più piccoli alla scoperta delle meraviglie della musica dando vita ad eventi costruiti su misura delle loro capacità attentive in ossequio ai quei principi di prossimità didattica troppe volte ignorati o disattesi da tante proposte rivolte ai più giovani. 

N.10 PREMIO SOCIETA’ AMICI DELLA MUSICA DI VERONA II° edizione. Il concorso, realizzato con la collaborazione di Steinwey Society, è strutturato con una prima selezione fatta in video e una successiva consistente in un recital dal vivo da tenersi nella suggestiva cornice di Sala Montanari gentilmente messa a disposizione dalla Società Letteraria di Verona. Il vincitore dell’edizione 2021, il Quartetto Werther, sarà ospite della stagione autunnale al Teatro Ristori.

Nel rispetto degli impegni già assunti con gli artisti nelle programmazioni 2020/21 verranno recuperati nel 2022 i concerti di Diego Dini Ciacci e del Trio di Firenze e di Gianantonio Mutto con il suo TANGOX3 QUARTET. Il pianista FILIPPO GAMBA il 21 febbraio inaugura la stagione primaverile al Teatro Ristori e, insieme, il nostro monumentale progetto triennale che prevede l’integrale di tutte le Sonate di Beethoven. Ci farà sentire, con la perizia tecnica e l’afflato interpretativo che lo contraddistingue, la Sonata n. 30 in Mi magg. op. 109 e la Sonata n. 31 in La b magg. op. 110.  A seguire un oboista d’eccezione, DIEGO DINI CIACCI con il TRIO D’ARCHI DI FIRENZE, ci guida ad esplorare un repertorio insolito e di pregevole fattura presentandoci lavori di Mozart, Beethoven, Britten, Piazzolla. Ancora un trio ma nella tradizionale struttura che prevede la presenza del pianoforte. Proviene dalla Lettonia il TRIO PALLADIO e si propone con un programma molto classico: Beethoven e Mendelssohn. La violinista russa YULIA BERINSKAYA accompagnata da LEONORA ARMELLINI ci propongono, a seguire, un programma di raffinato impeccabile virtuosismo. Quindi un evento imperdibile che a buon titolo figura nel progetto triennale “Musica di confine”; TANGO X 3 QUARTET - ASTOR PIAZZOLLA con Luca Degani bandoneon, Leonardo Sapere violoncello, Giannantonio Mutto pianoforte e Rino Braia contrabbasso. Seguirà, nell’ambito dell’intesa siglata con “GASPARI FOUNDATION” e nella splendida cornice della Sala Maffeiana, un concerto dal titolo CLASSICA FOLK che inaugura il progetto triennale “MUSICA COLTA SD MUSICA POPOLARE” con musiche di Geminiani, Bartok, Rutter e Sollima. Presso l’Auditorium della Gran Guardia uno spettacolo imperdibile dedicato alle famiglie che inaugura il triennale dedicato al “Melologo”: Prokofev - Pierino e il Lupo e  Saint-Saëns - Il Carnevale degli Animali con PATRICK GALLOIS flauto solista e direttore ed ELIO come voce narrante. Ancora in sala Maffeiana un evento d’eccezione, GIL SHAHAM e Le Quattro Stagioni di Vivaldi e, a conclusione della stagione primaverile, un appuntamento che bene si inscrive nel triennale “ANCORA NOVECENTO”, L’Appassionata con musiche sorprendentemente carezzevoli di Elgar, Mahler, Debussy, Barber, Schoenberg e Copland. La stagione autunnale al Teatro Ristori viene inaugurata da un duo per il quale non servono attributi, ANNA TIFU e GIUSEPPE ANDALORO con un programma davvero entusiasmante: César Franck, Robert Schumann e Pablo de Sarasate.  Il TRIO GALLIEN ci propone, a seguire, lavori di Haydn, Brahms e Shostakovich. Uno strepitoso giovanissimo pianista italiano, il vincitore del Premio Listz, GIOVANNI BERTOLAZZI in un folgorante programma dedicato interamente al grande musicista ungherese. Seguirà OPTER ENSEMBLE, un trio insolito, corno, violino, e pianoforte. Il trio, costituito da GUGLIELMO PELLARIN primo corno dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia e dai fratelli FEDERICO LOVATO violino e FRANCESCO LOVATO pianoforte ci presentano, oltre al capolavoro per questa formazione di Johannes Brahms, due pregevoli lavori di raro ascolto, i trii di Frederic Duvernoy e di Lennox Berkeley. Il QUARTETTO WERTHER violino, viola, violoncello e pianoforte, uno dei gruppi emergenti di maggiore talento,vincitore della prima edizione del PREMIO SOCIETA’ AMICI DELLA MUSICA DI VERONA ci propone poi una impeccabile esecuzione del Quartetto in si minore op. 3 di Mendelsshon  e del Quartetto in Do minore op. 60 di Brahms. Conclude la stagione un gruppo di ottoni che è autentico vanto del virtuosismo delle più moderne “scuole strumentali” italiane, il GOMALAN BRASS che assieme al pianista Davide Cabassi propongono una intrigante rilettura dei Quadri da un’esposizione di Mussorgsky  e di Rhapsody in Blue di Gershwin. “SOLI” è una rassegna di sei concerti per strumento solo che si realizzerà nella suggestiva cornice della Cappella del Monastero degli Stimmatini di Sezano. “ORGANI ANTICHI” fa parte di un progetto poliennale della Fondazione Cariverona finalizzato al recupero e al restauro del patrimonio organaro la cui appendice è una rassegna dedicata al più speciale degli strumenti; è anche un modo per avvicinarsi a un patrimonio strumentale e ad un repertorio di qualità sublime nonché a luoghi di incomparabile bellezza: alcune della più belle chiese di Verona e della provincia. Saranno appuntamenti a ridosso delle funzioni per poter essere fruiti anche dal pubblico che solitamente frequenta le chiese per motivi devozionali. Prosegue “MUSICA NEI MUSEI” In collaborazione con il SISTEMA MUSEALE DEL COMUNE DI VERONA. “Harmonies de l’après midi” è il titolo di una rassegna di concerti che ha luogo presso la Sala Montanari della SOCIETA’ LETTERARIA DI VERONA. I concerti costituiscono la prova finale del PREMIO SOCIETA’ AMICI DELLA MUSICA DI VERONA seconda edizione, realizzato in collaborazione con la STEINWAY SOCIETY. Infine prosegue la rassegna di eventi musicali riservati al mondo della scuola e confezionati su misura delle capacità cognitive dei destinatari  dal titolo “EDUCARE ALLA MUSICA CON LA MUSICA”.

 Il Direttore Artistico Romildo Grion